Qualche settimana fa ho presentato un’interrogazione nella quale chiedevo il motivo della sospensione dei fondi di cooperazione a Mali, Niger e Burkina Faso da parte dell’Unione europea, zone dalle quali viene alimentata un’immigrazione massiccia nelle Nazioni europee.
Oggi la Commissione, attraverso una nota, ci conferma di aver fatto un passo indietro, riconoscendo l’importanza di stabilizzare una zona a rischio destinando strumenti regionali per il periodo 2025-2027. Ha inoltre confermato il proseguimento di sostegni umanitari e programmi di sicurezza non militare, in linea con quanto il Governo italiano e il nostro Ministro hanno sempre sostenuto.
Non smetteremo mai di ripeterlo, fermare l’immigrazione clandestina deve passare da azioni decise, concrete e lungimiranti che permettano di punire i trafficanti e di creare allo stesso tempo le condizioni adeguate per restare nei propri Paesi di origine.
