Sui roccoli è tempo di dire le cose come stanno!
Nel 2013 la loro chiusura è stata una scelta politica ideologica della Commissione europea, non una necessità scientifica. Oggi però lo scenario è cambiato e l’Europa non può girarsi dall’altra parte.
Serve agire ed è per questo che mi congratulo con il consigliere Carlo Bravo che con la sua mozione in consiglio ha finalmente rimesso la questione sul tavolo.
L’uso responsabile delle risorse naturali, il rispetto della Direttiva Uccelli e la tutela delle tradizioni vanno tenute insieme. I numeri richiesti dalla Regione sono compatibili, le specie sono già cacciabili e lo stesso ISPRA ha riconosciuto che esistono margini di legittimità.
A questo punto il problema non è tecnico, ma ideologico e riguarda il rapporto tra territori e Commissione europea. Non si possono imporre divieti scollegati dalla realtà locale e dalla scienza.
È necessario riaprire il confronto sui roccoli per difendere il diritto dei territori a essere ascoltati, garantire ai cacciatori regole eque e riconoscere un patrimonio storico che non può essere cancellato da qualche burocrate di Bruxelles!

