Mentre in Inghilterra esplode il caso Epstein, che ha riacceso il dibattito pubblico sulla piaga della pedofilia, il governo socialista pensa di introdurre linee guida che consentirebbero il “cambio di genere” nelle scuole già a 4 anni.

È inaccettabile!

I bambini non possono diventare terreno di sperimentazione ideologica!

La scuola dovrebbe istruire e proteggere, non confondere.

La famiglia non può essere messa in secondo piano nelle scelte educative, né zittita o derisa quando esprime preoccupazioni.

Questo è il modello che una certa sinistra progressista inglese propone.

Per questo sono sempre più convinto che in Italia la strada intrapresa sia quella giusta: grazie al governo, il consenso informato è una garanzia fondamentale. Nessun progetto su sessualità o “identità di genere” può essere imposto senza il permesso scritto dei genitori.

La differenza tra i due sistemi è evidente. E noi sappiamo da che parte stare!