Lo stretto di Hormuz è uno dei punti più strategici del pianeta. Lo vediamo oggi nelle nostre bollette, nei prezzi alla pompa, nei costi delle imprese. Da lì passa circa il 20% del petrolio mondiale e una quota enorme di gas e fertilizzanti. Quando cresce la tensione, il conto arriva anche in Italia!
Per questo ci siamo mossi in Europa con richieste concrete. Più flessibilità per affrontare le emergenze, sostegno alle imprese energivore, aiuti rapidi per trasportatori, agricoltori e pescatori. Oggi l’UE apre, dopo le pressioni italiane, a queste misure con la possibilità di coprire fino al 70% dei costi energetici aggiuntivi per l’industria, contributi fino a 50.000 euro per i settori più colpiti.
Ma prima di tutto dobbiamo ricordarci che per risolvere queste situazioni dobbiamo lavorare con tutte le forze per il raggiungimento della pace.
Senza stabilità nel Medio Oriente, oltre prima di tutto alle perdite di vite umane e alle sofferenze dei popoli, non c’è sicurezza energetica.
Difendere famiglie e imprese significa agire adesso per la pace e costruire un futuro più stabile.
È solo l’inizio ma è la direzione giusta!







